Heloneida Studart, Passaporto per il mio corpo, Marcos y Marcos

Heloneida Studart, Passaporto per il mio corpo, Marcos y Marcos

Carmélio tortura gli uomini per professione. Il maggiore Fernando gli assegna la vittima, e lui colpisce con spietatezza cruda, collezionando lacrime e dolore come un entomologo infernale. Il regime durerà fino al Terzo millennio, dice il maggiore Fernando. E anche se dovesse crollare, i suoi carnefici non pagheranno: le nuove democrazie rimescolano le carte e dimenticano.
Una diversa punizione, tuttavia, attende Carmélio. Trovare la donna che è destinato ad amare e apparire ai suoi occhi come il più odioso nemico; essere condannato al suo odio per sempre.
Dorinha è la donna che riassume in sé tutte le donne: l’amata, la figlia, la madre che un giorno l’ha abbandonato nel cesto del bucato. La donna che lo metterà di fronte a se stesso. Un confronto terribile, e definitivo.
Carmélio non ha più alibi, non ha difese. Si spoglia di ogni corazza, si offre inerme, vulnerabile, alla strada e al mondo. Parte a piedi per il sertão, nel Nordest del Brasile, terra polverosa e nera, patria di ribelli e di profeti.

Sotto le stelle che giocano alle ballerine, inseguito dai fantasmi delle sue vittime, Carmélio scioglie la tenebra che gli era cresciuta dentro, scopre gli eccessi e i pericoli dell’amore.

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