Lisa Signorile, L’orologiaio miope, Codice Edizioni

Lisa Signorile, L’orologiaio miope, Codice Edizioni

Spesso consideriamo inquietanti gli animali che vivono in ambienti estremi, perché non riusciamo a compararli con l’unico strumento di paragone che conosciamo: noi stessi. A volte è l’aspetto a sconvolgerci, altre volte le abitudini, altre ancora la dieta; ma rimane l’idea che più qualcosa è diverso dai nostri standard più ne rimaniamo colpiti, quasi mai in senso positivo. E così restiamo a bocca aperta, straniti che qualcosa di tanto anomalo condivida lo stesso pianeta con noi, senza che nemmeno lo sospettassimo. È un po’ come scoprire che gli elfi vivono in soggiorno… Ma non c’è bisogno di tanta fantasia: queste creature “inimmaginabili” – che sembrano disegnate non tanto dal famoso orologiaio cieco di Richard Dawkins quanto da uno miope e un po’ distratto – esistono davvero.

Cos’hanno in comune Alien e una larva di crostaceo?
E il caduceo dei medici con il verme di Medina?
O i polpi con i replicanti di Blade Runner?
L’evoluzione e la biodiversità come non le avete mai lette.

Ho voluto un po’ sdrammatizzare l’immagine di Richard Dawkins: l’evoluzione che non vede che cosa fa e dove va, molto più che l’indovino Tiresia mi ricorda mister Magoo, un vecchio personaggio dei cartoni animati molto miope che perde di continuo gli occhiali. C’è dramma nella cecità, e l’implicazione di altri sensi che possono direzionare l’orologiaio. Quando ho perso le lenti a contatto, invece, mi sono limitata a sbattere contro tutti gli spigoli possibili e a riempirmi di lividi, finché non ho trovato la strada di casa.

Lisa Signorile

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