Jørn Riel, Uno strano duello, Iperborea

Lei: l’isola più grande del mondo, un trapezio di ghiaccio fluttuante nell’oceano, una volta celeste infinita, un seducente gioco di luci, una natura inviolabile, un che di divino in ogni cristallo del suo corpo immacolato. Loro: gli agrodolci cacciatori di pelli danesi, unici abitanti “color farina” delle sue sconfinate terre vergini. Questi, ancora e sempre, i protagonisti del fantasioso mondo artico di Riel, in cui tutto diventa possibile. Ecco, allora, Lasselille misurarsi con un orso a sangue freddo come prova di virilità, Mortensen addomesticare il suo telegrafo per un evento unico nella storia della Groenlandia, il Conte ricevere un’eredità imprevista e una visita imprevedibilmente “produttiva”, Fjordur trasformare la sua inconfessabile passione in una febbre felicemente contagiosa, il Bjørk sbarazzarsi di un ospite indigesto con l’aiuto di un socio dallo stomaco di ferro, Lause e il Luogotenente Hansen sfidarsi in uno strano duello dall’esito a sorpresa, Lodvig scoprire di avere come migliore amico un globetrotter a quattro zampe. Ritornano, così, le gustose creazioni dell’inesauribile fantasia di Riel, che di esse ha già riempito oltre venti volumi, più bizzarre che mai, ma sempre profondamente vere nella loro poetica ed essenziale umanità. Avventure artiche in cui sottomettersi a una natura grandiosa e maestra senza rinnegare se stessi diventa l’unica sfida che conta e diventare pienamente ciò che si è, guardando con un sorriso alle proprie piccole e grandi follie, l’unico premio e l’unica vita che merita.

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