Tilman Rammstedt. A portata di mano, Del Vecchio Editore

Restano soltanto quattro ore a Felix per prendere una decisione. Seduto sugli scogli aspetta l’alba e guarda il mare in cerca di una risposta, ma “neanche il mare è molto bravo a prendere delle decisioni”. Del resto non sono bastati otto giorni trascorsi nel Nord della Francia insieme ai vecchi amici, Konrad e Katharina, a fargli trovare una risposta. Rimangono solo quattro ore dopo le quali tutto potrebbe essere stato inutile: richiamare dopo tre anni di silenzio Konrad, convincerlo a rivedersi e rapire la loro amica e amante Katharina per salvarla dal matrimonio. “A portata di mano” racconta la storia di tre trentenni che si sono amati, non capiti e persi di vista, che hanno nei confronti della vita uno sguardo ironico e malinconico. Su tutti il narratore Felix che a quattro ore dall’alba, quando sembra che l’avventura alla quale si era pervicacemente attaccato stia per finire, deve sorprendersi ancora per merito del suo ostaggio Katharina. La fine coincide con l’inizio, come a dire che il tempo è sì inarrestabile ma non le storie, che come giostre sono sempre pronte per un altro giro.

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