A. M. Homes, La fine di Alice, minimum fax

Dopo il successo di Jack, torna A.M. Homes con il romanzo che in America l’ha consacrata scrittrice di culto. Un uomo colto e raffinato, detenuto in un carcere di massima sicurezza per un orrendo crimine commesso ventitré anni prima. Una ragazza di buona famiglia che prende a cuore il suo caso e comincia a scrivergli. Potrebbe essere la classica corrispondenza epistolare tra un carcerato e una donna in buona fede che cerca di aiutarlo… E invece tra le righe delle loro lettere si nasconde una comune passione, una perversione sessuale che lega al di là di ogni possibile immaginazione due menti deviate e senza scrupoli. Su tutto, l’ombra del passato dell’uomo, il ricordo del suo crimine atroce. Ed è qui che entra in gioco Alice. Chi è Alice? Vittima innocente o scaltra e sensuale Lolita? E poi: qual è stata la fine, tragica e inconfessabile, di Alice?
La penna provocatoria della Homes ci conduce attraverso i meandri della psicologia e della libido umana con un romanzo avvincente, imprevedibile, scandaloso, che in America e in Inghilterra ha scatenato un vero e proprio caso editoriale. Amatissimo dalla critica e dal pubblico, ma anche “bandito” per i suoi contenuti scabrosi da alcune catene di librerie, La fine di Alice è una riflessione senza precedenti sul problema della pedofilia, che ci invita a ripensare le fin troppo ovvie distinzioni tra chi consideriamo sano e chi giudichiamo deviato e ci costringe a una continua, liberatoria ridefinizione dei confini tra la normalità e la follia.

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