A. M. Homes, La sicurezza degli oggetti, minimum fax

Sedie a sdraio di plastica, fuoristrada nuovi di zecca, fialette di vetro, guantoni da baseball, Barbie e Ken, lenzuola di lino appena lavate, bombole di metallo verde per l’ossigeno. Oggetti. Oggetti che catalizzano i desideri e le paure, offrono rifugio, promettono evasione, diventano simboli e ossessioni, in una periferia middle-class dove le mamme e i papà fumano crack mentre i bambini sono in vacanza dai nonni, dove le ragazzine sovrappeso si masturbano in giardino e i tredicenni hanno rapporti d’amore (non platonico) con le bambole della sorella.
Dall’originalissimo sguardo femminile di A.M. Homes – uno sguardo iperrealista, spietato, sovversivo – nasce il ritratto di un’America contemporanea che, dietro il perbenismo e la prosperità, nasconde nevrosi, fobie, pulsioni sessuali più o meno bizzarre. Dieci racconti al vetriolo che sono già un classico della narrativa postmoderna per un libro che disturba, scandalizza, spiazza, commuove.
Da questo libro è stato tratto il film La sicurezza degli oggetti, in uscita in Italia nel novembre 2002, interpretato da Glenn Close e diretto da Rose Troche (la regista di culto di Go Fish).

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