Edgar Hilsenrath, La fiaba dell’ultimo pensiero, Marcos y marcos

Solo un soffio separa Thovma Khatisian dalla morte.
Ma prima del grande balzo, un narratore di fiabe, il Meddah, lo aiuta ad afferrare il suo ultimo pensiero.
Come in un sogno, le sue origini, la sua storia, le vicende del popolo armeno cui appartiene si dispiegano davanti a lui.
Come in un volo, il suo ultimo pensiero va in ricognizione sui luoghi delle proprie radici.
Ripercorre la storia del padre Wartan, poeta minacciato e torturato dai turchi finché non confesserà un’improbabile congiura armena ai danni del mondo.
Rievoca le vicende del suo villaggio ai piedi del Monte Ararat, dove i girasoli crescono fino alle porte del paradiso, gli uomini diventano vecchissimi e le donne hanno seni turgidi come melagrane di primo mattino.
Soprattutto, “toglie la polvere dall’oblio”, strappando al silenzio un episodio atroce della storia dell’umanità: il genocidio armeno perpetrato dai turchi.
Attraverso il dialogo fra Thovma e il narratore di fiabe, si snodano le peripezie di una vita attraverso due continenti, la disfatta e lo sterminio di un popolo, l’accettazione di un destino e il desiderio di darne testimonianza…
La fiaba dell’ultimo pensiero
è un romanzo che scorre come una fiaba orientale, alterna con grazia e ironia elementi terribili e meravigliosi, e apre una finestra luminosa su miti, costumi, cultura di un angolo del Medio Oriente.
È una denuncia implacabile di quanto sia facile manipolare la Storia per giustificare qualsiasi aggressione, qualsiasi infamia; gli esempi sono sotto gli occhi di tutti.

 

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