Giuseppe Bonura, Racconti del giorno e della notte, Hacca

”Giuseppe Bonura è stato un grande autore di racconti. Per vocazione e per necessità, com’è giusto che sia, perché il Novecento – il secolo al quale Bonura ha voluto conservarsi fedele con furiosa ostinazione – ha metodicamente costretto gli scrittori a misurarsi con i rigori della ferialità e addirittura con le spietatezze del mercato. Altra definizione discutibile, quest’ultima, che tuttavia trova una giustificazione almeno parziale nell’insistenza con cui, negli ultimi anni della sua vita, Bonura ha denunciato lo strapotere del «capitalismo energumeno», in un crescendo di invettive che costituiva in effetti una continua variazione del tema che, fin dall’esordio, gli era parso decisivo: il feroce dissidio che, nell’era industriale e post-industriale, oppone l’individuo alla massa. Era la sua cifra nel tappeto, la sua successione di Fibonacci”.

dalla prefazione di Alessandro Zaccuri

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