Vincenzo Malavolti, Sonia Moggi, Ariella, la Principessa e il Giullare, Buk edizioni

Età di lettura: da 5 anni.

C’era una volta in un posto non tanto lontano, in un tempo nemmeno tanto lontano, un grazioso castello. Si ergeva sulla cima di una collinetta di sassi grandi e piccoli, tutti bianchi, come la neve. Le mura e le torri erano rosse come il tramonto, circondate da un immenso prato erboso di un bel verde smeraldo, splendente come la speranza.

In lontananza, molto in lontananza si trovava la foresta, mentre a far da cornice al castello erano sparse pittoresche case, dalle pareti bianche, i tetti rossi e le finestre verdi. Era tradizione risaputa che gli abitanti di quel luogo fossero tutti dei cuochi raffinati e che in ogni casa si mangiasse molto bene, soprattutto i piatti a base di pasta: dalla pasta e fagioli alle tagliatelle al ragù, dalla

paglia e fieno agli spaghetti alla carbonara. La voce si era sparsa in giro e quasi tutte le abitazioni si erano trasformate in piccoli ristoranti e attrezzate rosticcerie, alberghetti all’antica erano diventati moderni ‘bed and breakfast’, le botteghe si erano trasformate in erboristerie o negozi per la vendita di prodotti tipici e salutistici. Insomma, gli affari prosperavano e ogni settimana c’era sempre una sagra di un qualche cosa, pur che sapesse di culinario!

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