Maurizio Matrone, Piazza dell’Unità, marcos y marcos

Schen Li è bellissima e ama Mohammad di divorante amore. Mohammad ama Schen Li, ama la cocaina, spaccia la cocaina per comprarsi vestiti firmati e qualche volta rapporti orali dalle russe di via Stalingrado. E quando lo sfiora Tatiana Dragan della terza C, Mohammad non capisce più niente. Una volta lei l’ha baciato e il bidello ha sentito rumori animaleschi provenire dal sottoscala.
Scherza con il fuoco, Mohammad.
Schen Li sente il suo corpo diventare zucchero filato, mentre fanno l’amore, ma se lo becca con Tatiana gliel’ha giurato, lei glielo taglia.
Michel è l’uomo nero, un negro enorme vestito di nero. Che studi medicina, che venga dal Burkina Faso, poco importa a Gigliola e Arturo, che hanno scelto lui per coltivare il loro vizio segreto soltanto per motivi inerenti al sistema metrico decimale.
Nikolaj se lo sogna un pisello così, ma il rotolo di euro che Michel infila in tasca uscendo dal camper dove Gigliola e Arturo coltivano il loro vizio segreto gli fa gola più del sesso.
Elena sogna di vivere con il vento sulla faccia, via da quel campo nomadi dove lo zio la tiene prigioniera, e il rotolo di euro che Nikolaj nasconde nella sua baracca vicino ai binari della suburbana le stimola la fantasia.
Mentre Schen Li trama la sua sanguinaria vendetta, cinquemila euro volano di tasca in tasca per finire nelle mani di un bimbo ed esaudire un sogno.

Più che un sottobosco una giungla, la Bologna dello sbando, del chiodo fisso. Sesso, denaro, cocaina, sesso; ma anche amore dolce, coraggio e lealtà. Un romanzo disincantato che incanta, incrociando destini in una favola vorticosa, metropolitana.

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